Pubblicato da: ZioTack | 10 luglio 2008

Accanimenti…

6 Disse anche questa parabola: «Un tale aveva un fico piantato nella sua vigna; andò a cercarvi del frutto e non ne trovò. 7 Disse dunque al vignaiuolo: “Ecco, sono ormai tre anni che vengo a cercar frutto da questo fico, e non ne trovo; taglialo; perché sta lì a sfruttare il terreno?” 8 Ma l’altro gli rispose: “Signore, lascialo ancora quest’anno; gli zapperò intorno e gli metterò del concime. 9 Forse darà frutto in avvenire; se no, lo taglierai”»

[Lc 13, 6-9]

Criptico? Beh, diciamo che questa è la mia posizione quando la vita diventa una non-vita

Appoggio l’eutanasia? No… assolutamente no… ma quando s’è sperimentato tutto, ma veramente TUTTO il possibile per recuperare una persona da uno stato vegetativo, forse è ora di lasciarla andare…

E allora lo dico una volta per tutte, anche se probailmente, per qualche oscura motivazione igienica questo non sarà possibile: Se mai dovessi “perdermi” come Eluana, quella povera ragazza ricoverata all’ospedale di Lecco e di cui si parla tanto ultimamente, evitate di accanirvi troppo… portatemi in un bosco e lasciatemi lì… 😉

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Responses

  1. Ti do’ ragione sul fatto che l’accanimento terapeutico e’ sbagliato. Pero’ d’altra parte mi sorgono dei dubbi in certi casi.

    Uno e’: la famiglia, che tanto “spinge” per l’eutanasia, sa davvero, SEMPRE qual’era il volere del malato prima di perdere le sue facolta’? Perche’, nel malaugurato caso in cui dovesse succedere a me, penso che la mia famiglia non ci metterebbe niente a dire “lei non avrebbe voluto vivere cosi'”. Invece no! Io forse sono strana, ma penso che vorrei essere mantenuta in vita, ovviamente entro certi limiti. E’ successo di casi in cui i medici sostenevano che ormai c’era morte cerebrale e non c’era alcuna possibilita’ di ripresa, e invece sono stati smentiti. Per cui, non si sa mai, io la mia volonta’ l’ho espressa piu’ di una volta (se mi succede qualcosa, tira fuori questo commento LOL).

    Altra cosa: si puo’ definire una morte serena, quella in cui vengono sospesi i nutrimenti? Magari mi sbaglio, ma non e’ equivalente a lasciar morire di fame una persona? A me sembra crudelta’ anche questa… a questo punto meglio un’iniezione ad hoc… ma non sono un medico, per cui posso solo dire la mia dal punto di vista umano… magari dal punto di vista medico e’ tutto ok, perche’ la persona non e’ cosciente, non sente la fame, non soffre… ma a me sembra una fine penosa comunque.

  2. Sì infatti… concordo con te Maya. È giusto valutare caso per caso e fare il possibile per proteggere la vita, mai perdere le speranze e tentare sempre il massimo… ma ad un certo punto è giusto lasciare che si torni liberi, verso il Padre [per dirla da credente].

    Altra cosa: si puo’ definire una morte serena, quella in cui vengono sospesi i nutrimenti? Magari mi sbaglio, ma non e’ equivalente a lasciar morire di fame una persona?

    Hai ragione comunque: è assolutamente necessario trovare un metodo diverso, indolore [sono sicuro che si provi ancora dolore, non come lo percepiamo noi, ma sempre dolore], più rispettoso…

    A me comunque continua ad andare bene il bosco 😀

  3. Io la penso in modo molto drastico su certe cose.
    Secondo me, nel momento in cui la qualità della vita, scende oltre certi limiti (leggasi anche come paralisi totale) credo sia una giusta decisione, una decisione umana, non far soffrire una persona ulteriormente.

    Una persoa che di punto in bianco si trova incollata al letto, quando prima si poteva muovere liberamente, credo che sia atroce.
    Pure se non lo dice apertamente, non pensi che auna cosa: farla finita con il pensare al passato.
    Perchè se una persona nasce cieca (altro esempio) non gli manca la vista. Se una persona perde la vista, gli manca il colore del cielo… dell’erba…
    E permettere che viva in una prigione fatta di tristezza e pensieri, non credo sia una così bella come cosa.
    Sarò un pò drastico, lo ammetto… ma il mondo è già duro per conto suo… se si ha “il carico”, è di gran lunga peggio.

  4. Io avevo un cane, un bellissimo pastore belga, femmina, un giorno, accarezzandola sentii una strana massa tra le scapole, corsa dal veterinario di fiducia, 80 km. Radiografia massa tumorale di 15 cm e metastasi estese ad entrambi i polmoni.
    “Se vuoi ti do della morfina da darle, ma me la riporti qui tra una settimana…”
    E’ stata la mia ombra per 1o anni e due mesi.
    L’ho fatta sopprimere subito e c’ho pianto per una settimana, ma si è addormentata tra le mie braccia prima dell’iniezione letale.

    Nel caso, voglio morire così.

    Ora ho una dobermann, vivono raramente più di dieci anni, ne ha sei, ogni tanto la guardo e mi intristisco.

    Chiudendo qui la prima parte, veniamo all’interruzione dell’alimentazione, è barbaro ed incivile, tre iniezioni e lasci questo mondo senza problemi. Purtroppo (e qui mi danno del comunista di solito) abbiamo la chiesa cattolica che scassa i maroni. Esigo le “cliniche della morte” anche in Italia, esigo la possibilità di scelta, di decidere, in determinati casi se e come farla finita. Per motivi che non starò qui ad elencare ho il porto d’armi. Una via di fuga c’è. Altro che il bosco.

  5. Vorrei puntualizzare che mi permetto di dire “lasciatemi andare” in casi estremi, in cui s’è provato veramente di tutto…

    Per me la Vita è sempre Vita, anche se sei in uno stato vegetativo, e come tale è da proteggere il più possibile.

    Inoltre, dato che in questi giorni ne sto discutendo spesso, vorrei aggiungere che è GIUSTO che la Chiesa dica la sua… solo DEVE rendersi conto che probabilmente qualcuno possa essere in disaccordo e DEVE smetterla di soffermarsi sulle parole… che poi i media ingigantiscano sempre la cosa, trasformandola in un “Fallo! Dai cazzo fallo che poi ti spacco in due!”, è un discorso molto diverso…

    Sapete perché il bosco mi piace tanto? San Francesco è uno dei miei eroi e mi ha sempre affascinato il suo modo di ricongiungersi al Padre…

  6. anch’io la penso come izu… però vorrei consigliarvi un film/libro che farebbe riflettere tutti quelli che la pensano come noi…
    “lo scafandro e la farfalla”, per quanto riguarda il lasciar morire di fame una persona in coma, non sono assolutamente d’accordo… 3 iniezioni (come dice vegard) e bella finita… il problema è: chi farà queste 3 iniezioni come si sentirà per il resto della sua vita? un liberatore o un boia?


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